La Corte di Cassazione, sezione Tributaria, con la sentenza n. 14338 del 15/05/2026, ha affermato un interessante principio di diritto in merito alle prestazioni gratuite erogate da professionisti.
Il contenzioso ha coinvolto l'Agenzia delle Entrate e un professionista, nei cui confronti l'Agenzia aveva contestato maggiori redditi derivanti da compensi non fatturati. Il professionista si è difeso sostenendo che non si trattava di compensi non fatturati, bensì di prestazioni gratuite rese ad amici e conoscenti.
Ma la Corte di Cassazione non si è convinta. Ha affermato, infatti, che nei rapporti di lavoro autonomo, l'onerosità delle prestazioni rappresenta la regola e la gratuità è un'eccezione. Per questo le prestazioni si presumono a pagamento, salvo prova contraria.
E su questo punto (la prova contraria) la Cassazione ha aggiunto che spetta al professionista dimostrare la gratuità delle prestazioni fornendo elementi puntuali e riferiti alle singole operazioni contestate, non essendo sufficiente invocare a posteriori generici rapporti di amicizia o di conoscenza con il cliente. In mancanza di tali prove oggettive, è legittima la presunzione di evasione fiscale contestata dall'Agenzia delle Entrate.
A margine di questa pronuncia, è opportuno ricordare che eventuali prestazioni gratuite sono perfettamente lecite (anche il Codice di Deontologia Medica le consente all'art. 54, purché non rappresentino concorrenza sleale o tentativo di accaparramento della clientela), ma vanno documentate dal punto di vista fiscale proprio per non incorrere in simili contestazioni.
La prassi consigliata in questi casi è di emettere comunque fattura al cliente, applicando lo sconto del 100% in modo che il totale della fattura sia pari a zero e inserendo nella descrizione o nelle note una dicitura del tipo: "Prestazione resa a titolo gratuito per motivi solidaristici", oppure inserire la suddetta riga descrittiva con importo negativo pari a quello della prestazione. Ciò costituisce una documentazione oggettiva opponibile in sede di eventuali controlli dell'Amministrazione Finanziaria.